La Fata della Zucca

Libri e Pasticci in Cucina

Pomodori di fine Estate

Non so voi, ma io quest’anno sto facendo una grandissima fatica a rientrare nei ritmi cittadini…sarà che il lavoro mi sta risucchiando come una ventosa, sarà che fuori il clima è splendido e il sole ha ancora voglia di scaldarci l’anima…però che voglia di Estate!!!

Per me il pomodoro fa subito Estate, così in questo periodo ne sto mangiando tantissimi (un pò come le madeleine di Proust) …però mangiare dei pomodori succosi a Milano è a volte un miraggio! Così mi sto ingegnando a trasformare questo frutto estivo a volte un pò insipido in qualcosa di più sfizioso.

Eccovi una ricettina semplicissima da mangiare calda, tiepida o anche fredda…a me piace tantissimo!Pomodori

Affettate sottilmente pomodori, zucchine e cipollotti rossi di Tropea. Mettete un pochino d’olio in una teglia antiaderente e iniziate a impilare i vari strati di verdura: pomodori, zucchine, cipollotti e così via. Al termine, cercate di riempire bene la teglia e di non far restare spazi vuoti. Se non hanno la stessa dimensione poco importa! Una volta fatto, cospargete con sale, pepe, abbondanti erbe di Provenza e cospargete con olio. Coprite con carta da forno e infornate. Almeno un’ora a 180°/190°. Togliete la carta da forno e lasciare in forno ad asciugare. Quando l’acqua di vegetazione è completamente assorbita e sopra alle verdurine si è formata una deliziosa crosticina…gnammy! è ancora un pò Estate!

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Pan Brioche Ripieno…una fetta tira l’altra!

Eccomi con una ricettina non semplicissima ma davvero goduriosa. Non sono una maestra nell’arte della panificazione, ma questa ricetta mi è venuta bene tutte le volte che l’ho provata, per cui la condivido con voi con la sicurezza che verrà buonissima a tutti! 🙂 Si tratta di un delizioso pan brioche ripieno, croccante all’esterno ma con un’incredibile scioglievolezza all’interno…da mangiare tiepido, freddo, caldissimo…è sempre buono buono buono! 🙂

pan brioche 2

Ingredienti

PER IL PAN BRIOCHE

– 250 g latte

– 1 cubo lievito fresco

– 1 cucchiaino zucchero

– 1 uovo

– 550 g farina (meglio di manitoba)

– 5 cucchiai olio

– 1 cucchiaio sale

PER IL RIPIENO

– 100 g speck a dadini piccoli

– 4 carciofi

– 2 spicchi di aglio

– 2 cucchiai olio

– pizzico di sale

– 2 mozzarelle a cubetti piccoli

pan brioche

Procedimento

Scaldare leggermente il latte e scioglierci dentro per bene il lievito e lo zucchero. Mettere il lievito, la farina, l’olio e il sale nell’impastatrice e far andare per 3/4 minuti finchè non è tutto bello liscio e un pò appiccicaticcio (ma non troppo: se vedete che l’impasto si attacca dovunque, aggiungete un cucchiaio di farina!). Ungete per bene una ciotola, metteteci dentro l’impasto e coprite con un panno pulito: lasciate riposare per almeno un’ora.

Mentre l’impasto lievita, preparate il ripieno. Pulite i carciofi (ricordatevi di mettere i guanti o vi verranno tutte le dita nere!!!!) molto a fondo, togliendo tutte le foglie dure, il fondo esterno e la barbetta interna e tagliateli a spicchi sottili. In una padella mettete a scaldare l’olio con l’aglio e, quando la padella è ben calda, aggiungete i carciofi ridotti a fettine. Lasciateli cuocere, coperti, per una ventina di minuti finché sono teneri: se si asciugano un pò aggiungete qualche cucchiaio di acqua. Tagliate a cubetti piccoli lo speck e le mozzarelle e tenete queste ultime da parte. Quando i carciofi sono cotti, togliete gli spicchi di aglio e, a fuoco spento, aggiungete lo speck.

Trascorso il tempo di lievitazione prendere l’impasto e mettetelo su un bel piano ricoperto di carta forno. Accendete il forno a 200° e pronti a farcire il nostro pan brioche! 🙂 Con il matterello (eventualmente infarinatelo un pò) dategli una forma rettangolare. A questo punto 2 strade: o ci mettete dentro carciofi e mozzarella e lo arrotolate oppure (più bellino) fate la treccia. Qui dipende da quanta voglia avete…il gusto sarà sempre buono! 😉 Se optate per la treccia, tagliate l’impasto per il lato lungo in 3 parti uguali, lasciandoli uniti da un lato. Appiattite ogni striscia di impasto più che potete e farcitela con un terzo di composto e la mozzarella, poi chiudetela, formando 3 rotolini farciti uniti da un lato. Intrecciate e avvolgete le estremità su loro stesse, per avere un bel risultato finale.

L’impasto si gonfierà in forno, quindi scegliete una bella teglia grande dove mettere il pan brioche ripieno, copritela con carta forno e …pronti per la cottura! Circa 30/35 minuti (provate comunque con lo stecchino di legno).

Consigli & Suggerimenti

Io vi ho undicato il ripieno che preferisco, ma potete usare questa ricetta per smaltire in modo assolutamente delizioso i fondini che rimangono nel frigorifero! 🙂 Inoltre, io ho fatto una forma a treccia perchè è più bella da vedersi ma non solo: il ripieno si mescola meglio nell’impasto e ogni fetta ha una buona dose di squisitezza. Ma se non avete voglia potete anche lasciare perdere le trecce e riempire direttamente il centro dell’impasto 🙂

Credo che in questo caso l’uso di una impastatrice sia un toccasana…io non sono esperta in pani lievitati e rischio sempre di fare dei grandi pasticci: l’impastatrice mi salva la vita e in questo caso dà risultati garantiti…ma se siete super bravi, credo che potete anche rischiare l’impasto a mano!

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Recensione del libro Polpette (e ricetta per gustosissime – e leggerissime! – polpettine al sesamo dal gusto esotico)

Le polpette piacciono a tutti! Quando sono piccole piccole e sfiziose non si riesce mai a smettere di mangiarle, quasi fossero ciliegie! …gnam! per la verità, però, quando si tratta di farle è tutta un’altra storia: le prime di solito escono piccole e rotonde, dei veri bijoux, mentre le ultime non risultano mai altrettanto piccole e perfette e somigliano di più a polpettoni in miniatura! 🙂 In ogni caso, piccole e rotonde, oppure un pò più grandi e dalla forma sempre meno regolare, le polpette sono sempre sfiziose, un piacere della tavola che ci fa tornare bambini, no?

polpetteIl libro di cui vi voglio parlare oggi mi è stato regalato: è stato un pensierino che ho apprezzato e che apprezzo moltissimo perchè si tratta di un piccolo piacere sfizioso, proprio come le polpette! 🙂

POLPETTE di Karen Fingerhut e Olivier Rouault, edito da Guido Tommasi Editore

Questo librettino, neanche a dirlo, è tutto dedicato al mondo delle polpette: ce n’è per tutti i gusti! Si parte da una copertina che trovo divertentissima, con una specie di gioco del tris fatto con polpettine che lascia presagire solo un mondo di idee originali!

Pur trattandosi di un libricino di bassa foliazione (64 pag), ci sono tante e tante idee diverse e originali tutte con una bella foto da cui trarre ispirazione: proposte etniche come le polpette di gamberi alla marocchina, o le polpette maki, o quelle di carne alla menta, a quelle più originali ma di gusto mediterraneo come le crocchette di patate e pancetta, o quelle di riso ripiene, a idee vegetariane come le polpette di patate e broccoli o di lenticchie corallo o i falafel, fino ad arrivare a quelle dolci: tartufi al cioccolato, bocconcini mandorla-pistacchio e dolcetti di corn-flakes al cioccolato… insomma, polpette per tutti! 🙂

Ecco la mia “prova-ricetta”…Polpette di pollo al sesamo

Polpette

INGREDIENTI

– 400 g macinato di pollo (io ho usato il tacchino, sono comunque venute benissimo!)

– 1 uovo

– 2 fette pane in cassetta

– 200 g latte

– 10 foglie di basilico fresco

– 2 cucchiaini di peperoncino fresco tritato (o 1 cucchiaino secco)

– 2 + 2 cucchiai di semi di sesamo tostati

– 1 pezzetto di zenzero fresco di circa 1 cm

– 1 spicchio di aglio

– 2 cucchiai di pangrattato

– sale e pepe

– 1 dado

– salsa teryaki (io ho usato la salsa di soia)

– 2 cucchiai di olio di girasole

PREPARAZIONE

In una ciotolina mettete il pane con il latte. In una ciotola capiente mettete: il pollo macinato, l’uovo, il pane ammollato nel latte e ben strizzato, 2 cucchiai di semi di sesamo, le foglie di basilico tritate, il peperoncino tritato, il pezzetto di zenzero grattugiato, il pangrattato e l’aglio ben schiacciato (ecco a cosa serve lo schiaccia-aglio!!!!) 🙂 Con una forchetta mescolate bene il tutto e cercate di formare una farcia ben amalgamata. Salate e pepate. Il risultato dovrebbe essere un composto abbastanza morbido e appiccicaticcio. 

Con (tanta!) pazienza formate delle polpettine (la dimensione la scegliete voi: a me piacciono piccoline!) e mettetele in un piatto e poi a riposare in frigo. Nel frattempo mettete a bollire dell’acqua con il dado: servirà per la prima parte di cottura delle polpette (si, le lesseremo!). Quando l’acqua bolle fate lessare le polpettine e scolatele quando vengono a galla (tipo canederli). In una padella ampia mettete a scaldare l’olio di girasole e buttateci dentro le polpettine per farle rosolare con un cucchiaio o due di di salsa di soia. Mettetele in un piatto da portata e deglassate la padella con qualche altro cucchiaio di salsa di soia; unite i semi di sesamo rimasti e cospargete il tutto sulle polpette prima di servire. DELIZIOSE! 🙂

CONSIGLI & SUGGERIMENTI

L’unico inconveniente di queste polpettine è che  la preparazione non è velocissima. In ogni caso, si tratta di un piatto che va assolutamente provato: la doppia cottura le rende leggerissime, ma il gusto è davvero super! 🙂

Nella fase finale di cottura io ho aggiunto un cucchiaino di miele di girasole per favorire la glassatura e per smorzare il gusto forte della salsa di soia.

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Recensione del libro PASTICCERIA SALATA (e ricetta per una squisitissima e rapidissima quiche)

Quanto possono essere belli i libri di cucina? Tra gli scaffali delle librerie si trovano dei veri e propri gioielli, dei piccoli e grandi capolavori da cui non si riesce a staccare gli occhi, oggetti lussuosi e bellissimi che a comprarli sembra di farsi un mega regalo. A volte però per concedersi giusto un regalino si può continuare a cercare, e trovare dei librettini carini, senza mega pretese, che però hanno quel qualcosina in più che ci chiama subito in cucina. Ecco, per me questo libretto è una fonte di ispirazione, mi ha chiamato subitissimo a mettermi alla prova ai fornelli!

PASTICCERIA SALATA – Torte appetitose e ricette per antipasti e stuzzichini, di Marta Tovaglieri, edito da Gribaudo

Pasticceria SalataSi tratta di un libretto carinissimo, pieno di spunti sfiziosi e di idee per realizzare, appunto, tante tantissime torte salate. Il libro è asciutto, preciso e ben organizzato, con pochissimi fronzoli: tanta sostanza. Si parte con la spiegazione di come realizzare gli impasti per la base: pasta sfoglia, pasta brisé e pasta per bignè e poi le ricette che usano, appunto, queste basi (più la pasta fillo, che a casa è tecnicamente infattibile, ma che può essere un grande alleato in cucina quando si vogliono realizzare degli antipastini d’effetto). Ogni pagina una foto, ogni pagina una ricetta: semplice, chiaro e immediatamente comprensibile.

Idee tantissime! E tutte semplicissime, ma non per questo banali. Nella sezione dedicata alla pasta sfoglia troviamo idee originali come la crostata con peperoni e patate, la tarte tatine con cipolle caramellate, sfiziose rondelle con pancetta e timo, gustosissime sfogliette con carciofi e bottarga di tonno…e siamo solo all’inizio! Nella sezione pasta brisé andiamo su una profusione di idee per cestini sfiziosi: con crema di carote e zenzero, con zucca e porri, con carciofi e patate, con sarde e pinoli…insomma tante idee, tutte fattibili e tutte golose. E poi la pasta fillo; originali cannoncini con ricotta e pesto, cestini croccanti con pollo al curry, semplicissimi rotolini on melanzane e timo. Per finire, giusto se avevamo bisogno di qualche altra proposta, la sezione finale dedicata ad altre sfiziosità, come gli arancini o le crocchette con noci e scamorza.

Tanta tanta sostanza, tante idee e tanta voglia di mettermi all’opera! 🙂 E infatti ecco la mia originale interpretazione di una semplicissima quiche, post lettura del libro.

Quiche con asparagi e roselline di prosciutto cotto. Gnam!

IngredientiTorta Salata

Per la pasta brisé

– 200 g farina

– 100 g burro

– 60 ml acqua

– sale

Per il ripieno

– 2 uova

– 20 ml latte (o panna)

– 2 fette di prosciutto cotto

– 300 g (un mazzo) di asparagi

– sale e pepe

Preparazione

Preparare questa irresistibile ricettina sfiziosa e (tra l’altro anche svuotafrigo!) è semplicissimo!

In un pentolino con i bordi alti mettete a bollire dell’acqua salata per lessare gli asparagi (se siete super accessoriati e avete la pentola apposita ancora meglio!). Vanno scolati ancora un pò al dente. Nel frattempo, preparate la pasta brisé: mettete la farina in una ciotola capiente, aggiungete un bel pizzico di sale e aggiungete il burro freddo tagliato a pezzettini e mescolate con la punta delle dita finché non avrete un impasto sabbioso. Non è semplicissimo, ma si può fare! 🙂 A quel punto aggiungete l’acqua e impastate velocemente fino ad avere un impasto morbido. Formate una palla, avvolgete nella pellicola e poi in frigo per una ventina di minuti.

Scolate gli asparagi e metteteli ad asciugare  e a raffreddare su un panno pulito. In una ciotola sbattete uova, latte (o panna), sale e pepe.

Trascorsi i 20 min, accendete il forno a 200° e foderate una teglia rotonda con la carta da forno. Prendete la palla di impasto, stendetela sottile e mettetela nella tortiera. Pinzate i bordi con le dita per formare un motivo più o meno decorativo: tenete conto che la pasta prenderà colore ma non cambierà forma, quindi più riuscite a farla carina più carino sarà il risultato finale! Mettete gli asparagi a raggera, cospargete con il mix di uova e latte. Prendete le fette di prosciutto cotto, tagliatele a striscioline e arrotolatele per formare delle roselline, da mettere sui lati esterni della quiche e al centro. Informate per circa 20/25 min…buon appetito! 🙂

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Recensione del libro Diner Cookbook (e ricetta per un pollettino goloso)

C’è libro e libro. Ci sono i libri che ci appassionano quasi come dei romanzi e poi ci sono i libri che ci piacciono il tempo di una sfogliatina e poi finiscono nel dimenticatoio, come se fossero riviste. Poi c’è la categoria dei libri-fumetti: quelli senza grandi aspettative, da cui non ci sia aspetta la svolta della vita, ma che si continuano a sfogliare spesso, perchè alla fine sono così carini…ecco, questo libro appartiene a questa categoria!

DINER COOKBOOK di aa.vv., edito da Publications International

ImmagineNon potevo non comprarlo! Ha una copertina che da sola mi ricorda golosissime e pantagrueliche cene USA…mi viene fame solo a guardarlo! 🙂

Questo libro è di una semplicità disarmante! La prima volta che l’ho sfogliato ho pensato che non ha né capo né coda, e poi la delusione gigantesca nello scoprire che spesso utilizza ingredienti già pronti, in lattina o similari…già la scelta è discutibile…MA IN ITALIA questi ingredienti NEPPURE SI TROVANO!!! Eppure è sempre lì. Che mi guarda. E io lo sfoglio, SEMPRE! E c’è sempre qualcosina che mi intriga, che in fondo in fondo mi fa pensare di aver acquistato un libro speciale. Insomma questo libro, per i colori, per l’impaginazione, per la vena frivola e semplice che lo connota, mi piace. E trovo sempre una scusa per darci una sbrirciatina! 🙂

All’interno ci sono tantissime ricettine sfiziose e veloci, quasi come le ricette di un diner americano: una profusione di hamburger da leccarsi i baffi, zuppe, zuppette (lo stufato con un pizzico di caffè non è affatto male!), contorni e dolci..sembra davvero di leggere un menù in una tavola calda! Tutto è essenziale, semplice. Eppure i gusti sono belli forti…è pur sempre un libro di cucina made in USA!!!

Io ho sperimentato la super-semplicità! Ecco la mia prova con delle golose cosciotte di pollo impanate al forno…gnam!!

pollo copia

PS La foto lascia a desiderare, ma mentre cercavo di fare un click c’erano un sacco di manine che spuntavano da tutte le parti agguantando i cosciotti…:-) 🙂

Ingredienti

1 uovo

2 cucchiai di acqua

1 tazza di pangrattato

sale, pepe, peperoncino, una bella presa di aglio in polvere

8 coscette di pollo senza pelle

Procedimento

Accendete il forno a 180°. In una ciotola sbattete l’uovo con l’acqua. In un’altra mescolate il pangrattato con tutte le spezie e il sale. Prendete le cosce di pollo, sciacquatele e passatele prima nell’uovo poi nelle spezie. Mettetele in una teglia con un filino d’olio sia sopra sia sotto e poi mettetele in forno per circa un’ora.

…buono, semplicissimo, piace a tutti…che volere di più da una ricetta del diner americano? 🙂

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Domenica…gnocchi!!

Come si esce da un momento difficile? A volte un pranzo in famiglia può essere il colpo finale per peggiorare l’umore, altre volte il calore dei propri cari può aiutare a riscaldare anche i periodi più bui. La ricetta di mia suocera è che un bel piattone di gnocchi fatti in casa può aiutare…e io aggiungo che almeno a pancia piena si pensa meglio 🙂

Patate rigorosamente rosse, che sono meno acquose, farina e un bel po’ di pazienza (dote di cui non sono proprio dotata ma ci proviamo!)

Gnocchi 2

Prendete le patate, sciacquatele bene e lessatele con la buccia. Una volta cotte (cioè quando la lama di un coltello entra nella patata con semplicità …ma occhio a non farle stracuocere altrimenti gli gnocchi si appiccicheranno dovunque!!) mettetele in uno scolapasta a raffreddare un po’, giusto il tempo di riuscire a maneggiarle per tirare via la buccia. Una volta sbucciate rimettetele nel colino e lasciatele raffreddare completamente. A quel punto prendete lo schiacciapatate e con forza e pazienza schiacciatele tutte lasciandole cadere sopra una spianatoia infarinata. Aggiungete farina finchè non avrete un composto gestibile da maneggiare (teoricamente il rapporto è 1 di farina ogni  4 di patate, ma purtroppo vi dovete regolare a occhio perché il tipo di patate, il tipo di farina, l’umidità e la temperatura della giornata possono incidere sul risultato finale).

Formate dei lunghi nastri di impasto e tagliateli. Le vere superstar dello gnocco non contenti della fatica fatta sino ad ora passano anche ogni singolo gnocco lungo i rebbi di una forchetta…ecco, rimarrò una principiante ma la fatica è esagerata!! 😉

Scegliete un sugo a piacere: io opterei per un sughetto con il pomodoro e basilico, ma probabilmente meglio ancora se ragù. Il sugo deve essere già pronto a momento di lessare gli gnocchi, quindi l’ideale è prepararlo prima di iniziare a fare gli gnocchi stessi, così poi potrete procedere velocemente.

Mettete un bel pentolone di acqua salata sul fuoco e metteteci gli gnocchi a piccole tranches: gli gnocchi sono pronti quando vengono a galla ed è in questo momento che bisogna essere rapidissimi! Tirateli via con un colino e metteteli in ciotole larghe con il sugo e poi continuate finché non li avete cotti tutti…mangiateli caldissimi…che buoni!!! 🙂

Gnocchi

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Recensione del libro BUON APPETITO AMERICA! – e ricetta per un croccante e delizioso POLLO FRITTO alla maniera del Sud (degli Stati Uniti!)

Voglio bene a questo libro per tantissimi motivi. Innanzitutto mi è stato regalato, e i regali sono sempre un po’ più speciali! 🙂 Inoltre è il primo libro di cucina americana in lingua italiana che io abbia mai avuto: è una sorta di capostipite di una serie di interminabili acquisti su Amazon e di una grande passione e per questo merita una menzione d’onore tra i miei scaffali. Ultimo, ma non per importanza, è un libro bellissimo. E direi che non è poco.

BUON APPETITO AMERICA! – ricette e ricordi di un’americana in cucina, di Laurel Evans, edito da Guido Tommasi Editore

buon appetitoNon mi stupisce che questo libro sia entrato nella selezione dei titoli per il premio Bancarella per la cucina del 2010: è un libro bello a vedersi e ben fatto. Il libro ha un formato originale, di quelli che di solito non si usano per i libri di cucina, e una copertina strepitosa, con tanto di bandiera stelle e strisce e di Apple Pie: prendendolo in mano si sente subito un richiamo fortissimo …”sfogliami, usami!”… 🙂 Pagina dopo pagina veniamo avvolti da un grande calore e da una grande passione. L’autrice, Laurel Evans, è proprio brava: ha un bellissimo blog, scrive libri di cucina che mi piacciono molto, e ha la capacità di proiettarti direttamente su una tavola imbandita del Texas! 🙂 Le foto sono molto belle; a volte curatissime, a volte sembrano instant shot: cuochi, cameriere, tavole imbandite e lavagnette con il menu del giorno si alternano a foto di piatti golosi e ricchissimi, proprio quello ci vuole per un libro sulla cucina tradizionale del Sud!

L’organizzazione del libro è quasi quella di un ricettario classico: si parte dagli ingredienti, con un’attenzione particolare a come reperire – o come sostituire – cose che qui in Italia non usiamo o addirittura non abbiamo proprio a disposizione, come il latticello o lo zucchero bruno. E poi si parte con le ricette della colazione. Non troveremo caffè e brioche, ma come in una tavola calda americana, ci sono golosi tacos piccanti, uova alla Benedict che grondano salsa olandese e polpette con pancetta e hashbrowns! (Per i palati meno forti ci sono anche pancakes al mirtillo, muffin e banana bread! :-)) E poi, seguendo la logica di un pranzo stelle e strisce, si passa al capitolo zuppe (immancabile la ricetta del Clam Chowder – una zuppa cremosa alle vongole tipica del New England ma diffusa in tutta America) e insalate (ovviamente ricche di pancetta e salse) e sandwich. Se non siete ancora sazi, eccoci al capitolo dei piatti principali: e qui pollo fritto e BBQ, con tutti i tradizionali contorni la fanno da padrona. Si conclude con il capitolo dei dolci…tutti che trasudano ricchezza e golosità! Cucina per palati e stomaci forti! 🙂

Amo gli Stati Uniti, specie gli stati del Sud: luoghi bizzarri, che non capirò mai fino in fondo. Ma tutte le volte che ci sono stata mi sono sentita a mio agio…e sono sempre tornata con qualche chilo in più! Ho mangiato il pollo fritto in tante occasioni e ogni volta era leggermente diverso: ricette segrete che si tramandano da generazioni e tecniche diverse da un luogo a un altro. Al Sud niente pastella! Il pollo viene prima reso morbido da una lunga marinatura nel latticello e poi massaggiato con un Dry Rub (un “massaggino” secco) prima di essere fritto. La tradizione lo vuole servito con panini burrosi e marmellata…vi dico la verità, questo abbinamento io non l’ho mai capito! 🙂 e l’ho accompagnato con una tipica insalatina ai crauti (giusto per stare leggeri).. Ecco la ricetta per il pollo!

Pollo Fritto

Ingredienti

–      1 pollo tagliato in 8 pezzi*

–      ½ litro di latticello

–      2 cucchiai di sale

–      2 cucchiai di paprica

–      2 cucchiaini di aglio in polvere

–      2 cucchiaini di pepe

–      300 g farina

–      450/500 g di lardo/strutto per friggere (o olio di arachidi!)

* considerate che si mangia anche la pelle, che resta croccante e deliziosa, quindi: pollo freschissimo e biologico!

Preparazione

Mettete il pollo in una ciotola di plastica a marinare nel latticello. Questo renderà la carne del pollo deliziosamente morbida e la pelle croccante. Più resta a marinare meglio è, quindi mettete in conto 12 o meglio ancora 24 ore di marinatura. Passato questo tempo, mettete a scolare il pollo in un colino (il latticello non va cotto!) e tamponatelo brevemente con fogli di carta assorbente. In un sacchetto di plastica per alimenti mettete gli ingredienti secchi, poi metteteci dentro il pollo e massaggiate, affinchè sia tutto ben ricoperto (se avete l’impressione che il condimento sia troppo poco, raddoppiate le dosi degli ingredienti tranne che del sale). Aggiungete la farina e strapazzate bene il sacchetto. Mettete a scaldare l’olio in padella: l’ideale è non farlo riscaldare oltre i 175°, anche durante la cottura: se avete un termometro da cucina controllerete meglio il tutto. Togliete la farina in eccesso dal pollo e mettetelo in padella: lato della pelle verso il basso, sovracosce al centro, petto e cosce all’esterno. Lasciate cuocere per 10/12 minuti e poi girate il pollo e lasciate andare per altri 10/12 minuti. Anche se è un insulto alla dieta, NON scolate il pollo su carta assorbente e NON tenetelo in caldo nel forno! Mettetelo a scolate su una griglia e eventualmente tenetelo in caldo coprendolo con carta argentata. Che dire…da mangiare al massimo 1 volta l’anno causa rischio infarto, ma è, semplicemente, B-U-O-N-I-S-S-I-M-O!!! 🙂

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Mini Pancake al Baccalà

I love baccalà! È semplicemente delizioso: soltanto lessato e tuffato su un’insalata fresca con peperoni arrostiti, o trionfo di sapori nel baccalà all’anconetana fatto dalla mia mamma o semplicemente fritto in goduriose frittelle o incredibile scioglievolezza nel sughetto della Vigilia a casa di mia suocera …mi piace sempre. E non mi capacito che si tratti di merluzzo!! …cioè, avete presente quel pesce bianco, molliccio che ci costringiamo a mangiare quando siamo a dieta? Ecco, quella cosina scialbina può diventare una vera golosità se lasciato sotto sale…mah! Secondo me è una magia! 🙂

Il baccalà per me è terreno di conquista: ogni idea va provata perché, con ogni probabilità, mi piacerà un sacco! 🙂 Ero alla ricerca di un sostituto alle deliziose crocchette perché non volevo friggere, così ecco i miei mini pancake al baccalà.

Pancake al baccalà

Ingredienti*

–      300 g baccalà

–      2 uova

–      farina qb

–      latte qb

–      mezzo cucchiaino di lievito

–      mezzo cuore di porro o un cipollotto affettato sottilissimamente

–      sale

–      limone per l’accompagnamento

*per latte e farina non posso dare dosi esatte perché dipendono da tanti fattori, non ultimo il grado di morbidezza che voi stessi volete dare ai pancake: sono però così semplici da fare che non dovrebbe essere un problema! 🙂

Procedimento

Fate lessare il baccalà in acqua bollente non salata (a mio avviso il sale si gestisce meglio se aggiunto in coda, all’impasto finale). Fatelo raffreddare, anche sotto l’acqua corrente, e mettetelo in una ciotola. Con la forchetta o con la punta delle dita sminuzzatelo a pezzetti piccolissimi: è un’operazione semplice, perché il baccalà si sfalda da solo. Aggiungete il cipollotto e poi le uova: mescolate bene fino ad ottenere una pappetta molle e un po’ grumosa. A quel punto serve un pochino di latte (indicativamente non più di mezzo bicchiere, ma regolatevi a occhio) e poi la farina e il lievito: l’obiettivo è quello di avere un impasto spesso, un po’ più denso di quello dei pancake dolci. Aggiustate di sale e mescolate bene.

Mettete una padella antiaderente sul fuoco medio e quando è calda aggiungete l’impasto di baccalà a cucchiaini. Girateli quando sulla superficie appaiono delle bollicine e lasciate cuocere finchè anche l’interno non sarà cotto, ma ancora morbido.

Pancake al baccalà 2

…io li trovo buonissimi! 🙂

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Le mie Tagliatelle

Ho scoperto che fare le tagliatelle in casa mi piace un sacco! 🙂

Sono semplici da fare, sono buone come poche cose anche solo con un pochino di burro fresco e soprattutto in questo periodo dell’anno creano una bellissima sensazione di festa! Volete mettere vedere la casa inondata di questi piccoli lunghi nastri giallini morbidi morbidi che piano piano, al contatto con l’aria, tendono a indurirsi fino a diventare croccanti e (spaventosamente!) fragili??!?! Mi ricordo che quando ero piccola il vero Master Chef delle tagliatelle era mio nonno: vedere questi fiumi di pasta sparsi per casa ad asciugare era un momento bellissimo, era davvero domenica!! E poi il profumo del sugo della nonna…non ci sono parole giuste per i ricordi…

E oggi, dopo un lungo corteggiamento, sono riuscita a ereditare la macchinetta per la pasta della mia mamma: la confezione gialla e rossa con la scritta Imperia, così anni ’60 è davvero un toccasana per il mio umore…e così, ecco le mie tagliatelle!

Tagliatelle

Per avere delle tagliatelle corpose, belle spesse, per ogni uovo servono circa 80 g di farina e 20 g di semola e un pizzico di sale. Se la pasta è troppo dura per essere lavorata, aggiungete al massimo mezzo guscio d’acqua. Massaggiare a mano, spingendo con i gomiti e facendo forza con tutto il peso del corpo fino ad avere una palla liscia; la pasta è pronta quando è abbastanza elastica: spingendo un dito nella palla, la pasta dovrebbe tornare indietro. Avvolgetela nella pellicola e mettete in frigo una mezz’oretta prima di stenderla.

Se siete dei veri mattarelli d’oro, come la mia nonna acquisita, e avete forza e coraggio di stenderla con il mattarello verranno deliziose e ruvide; se non siete così coraggiosi potete stenderla con la famosa nonna papera di cui sopra: la presenza della semola è molto utile ad avere una bella consistenza anche se la stendete a macchina. GNAM!

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Ravioli al Branzino

Pasta ripiena mon amour…ecco dei deliziosi ravioli al branzino con salsa ai pomodori datterini…davvero davvero buoni! 🙂

Ravioli Branzino

La preparazione è tutt’altro che semplice e veloce, ma ne vale, ASSOLUTAMENTE!, la pena.

Ingredienti:

Per la pasta

–      3 uova

–      250 g farina

–      50 g di semola*

Per il ripieno

–      4 branzini già puliti (e possibilmente già sfilettati)

–      rosmarino

–      aglio

–      1 cucchiaio di olio

–      100 g circa di mollica di pane

–      latte

–      una grattata di scorza di limone

Per il sughetto

–      500 g pomodori datterini

–      aglio

–      olio

* la semola non è indispensabile, ma serve a rendere la pasta più soda anche in fase di cottura. Ha l’inconveniente che rende la pasta meno malleabile in fase di preparazione…insomma, se non l’avete in casa sostituitela con altrettanta farina senza impazzire.

Procedimento

Si parte con la pasta. Impastate la farina con le uova e un bel pizzicone di sale. Se avete l’impastatrice/mixer l’operazione sarà velocissima, se impastate a mano lavorate l’impasto con tanta energia e aiutandovi con tutto il corpo (sembra una pazzia, ma è così…) finchè non avete una bella palla soda e omogenea. Avvolgetela con la pellicola e mettete in frigo a riposare.

Prendete i branzini. Se non sono filetti e se non siete esperti (come nel mio caso)…preparatevi a trascorrere una mezz’oretta di agonia perché i pesci vanno sfilettati, spellati e vanno tolte con grande accuratezza TUTTE le spine e le spinette. Ma non perdetevi d’animo: con tanta pazienza si può fare! 🙂

In una padella mettete a scaldare un cucchiaio di olio, 1 o 2 spicchi di aglio e il rosmarino. Quando sono caldi, aggiungete il pesce pulito. Salate e pepate e fate cuocere per qualche minuto. Lasciate raffreddare. Nel frattempo, in una ciotolina a parte, mettete la mollica di pane ad ammollare con il latte. Strizzate forte, il più che potete, scartate il latte e aggiungete il branzino, scartando l’aglio e il rosmarino. Mescolare il composto a mano e lavorarlo bene finché non è omogeneo: in questo modo potrete anche fare un doppio controllo sulla eventuale presenza di micro lischette che vanno tassativamente eliminate. Aggiungete un pizzico di sale, di pepe e una bella grattata di scorza di limone, che servirà a dargli un bel sapore aromatico. Pronti per i ravioli? 🙂

Ravioli

Prendete la macchina per stendere la pasta e stendetela a strisce molto sottili; l’ideale è procedere una striscia alla volta, per evitare che secchi. Mentre lavorate un pezzetto di pasta, coprite il resto con un panno umido o con la pellicola.

3 alternative per fare i ravioli:

–      Se avete lo stampo per ravioli stendete la pasta sopra l’attrezzo, mettete le palline dell’impasto nelle fossette, prendete un’altra sfoglia sopra e poi un bel colpo di mattarello! Ricordatevi di dare una bella spolverata di farina sopra la macchinetta o c’è il rischio che si appiccichi tutto!

–      Stendete una sfoglia non troppo larga, mettete una fila di palline di impasto al centro e ribaltate la sfoglia su se stessa, sopra le palline. Separate i ravioli con il coltello o con la rotella. In questo caso usciranno ravioli con un lato liscio.

–      Stendete una sfoglia bella larga, mettete 2 o 3 file di palline di impasto abbastanza lontane da poter essere separate, mettete sopra un’altra sfoglia e poi separate i ravioli con coltello o con la rotella (io ho seguito questa opzione)

Mettete i ravioli a riposo su un ripiano infarinato. Ricordatevi di aspettate che si siano un po’ seccati prima di metterli uno sopra l’altro, altrimenti si appiccicheranno!

La salsa è super semplice (almeno la salsa!) 🙂

Padella, olio, aglio e quando il tutto sfrigola, pomodorini tagliati in quarti. Sale e pepe e lasciate andare per 5/6 minuti.

I ravioli vanno cotti in acqua bollente salata e, una volta cotti, tuffati nella salsa per una rapida ripassatina…GNAM!

ravioli al branzino

Consigli&Suggerimenti

–      Non esagerate con il limone nell’impasto, o prevarrà su tutto: il branzino è un pesce comunque delicato ed è un peccato coprirne il sapore.

–      Quando preparate i ravioli ricordatevi 2 cose: togliere il più possibile l’aria dall’interno prima di chiudere (i mignoli sono “l’attrezzo” migliore) e schiacciate bene i bordi prima e dopo averli tagliati (eviterete che si aprano in cottura)

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