La Fata della Zucca

Libri e Pasticci in Cucina

CAPPELLETTI ASCOLANI

su 12 luglio 2012

È da qualche giorno che latito, ma ho pensato di recuperare con una ricetta che, per me, è un vero gioiello, un regalo prezioso che nella mia famiglia si tramanda da generazioni e che mi sembra qualcosa di bellissimo da condividere.

CAPPELLETTI ASCOLANI

Per me rappresentano la gioia in senso assoluto; il sapore di queste piccole delizie ripiene si associa ai momenti più belli della mia infanzia, a Natali e a Pasque trascorsi insieme alla famiglia e agli amici più cari. E ancora oggi non mi è possibile immaginare una di queste festività senza il gusto dei cappelletti (cotti rigorosamente con il brodo) e passare il tempo ad ascoltare mio padre che commenta il loro sapore, un trionfo assoluto della mamma che ha trascorso ore e ore e ore e ore a chiacchierare con la sua amica più cara, mentre le dita si muovono veloci a impastare e a chiudere questi veri e propri piccoli capolavori.

E che gioia immensa tornare la notte dopo aver festeggiato anche con gli amici e trovare una ciotolina di cappelletti avanzati! E trovarsi tra una risata e l’altra con mio fratello e a contenderci l’ultimo golosissimo cappelletto…🙂

Insomma, per me sono una vera delizia…e spero proprio che lo siano anche per voi!

Cotti in brodo, o semplicemente con un pochino di burro valgono sempre la pena: si fatica tantissimo a farli…ma che buoni!🙂

Qui trovate la ricetta della mia mamma: che non me ne vogliano gli ascolani in ascolto se non è la “ricetta perfetta”, anzi! Se avete varianti, suggerimenti o consigli…li aspetto!🙂

INGREDIENTI

PER LA SFOGLIA

–      5 uova intere

–      500 g farina

–      mezzo guscio d’uovo di acqua

PER L’IMPASTO

–      100 g pollo

–      200 g maiale

–      300 g manzo

–      3 cucchiai di olio

–      1 carota

–      1 costa di sedano

–      mezza cipolla

–      100 g prosciutto crudo

–      50 g mortadella

–      uova q.b.

–      noce moscata

–      limone

Procedimento:

Si parte dalla sfoglia, che ha bisogno di un po’ di riposo. In un mixer mettete la farina, le uova e l’acqua e impastate finché non si forma un impasto granuloso. A quel punto trasferite l’impasto su una spianatoia infarinata e…dateci dentro con i gomiti!🙂 La pasta deve essere impastata a mano, prendere il calore umano e nutrirsi della forza dei nostri polsi: in questo modo verrà liscia e porosa allo stesso tempo e prenderà la giusta consistenza. Giusta consistenza che si misura con un adeguato livello di elasticità: quando affondate il dito nella palla di impasto, il buchino deve tendere ad assorbirsi, tornando leggermente indietro. Una volta pronta, lasciare la pasta a riposare al fresco, coperta.

A quel punto, si comincia a lavorare l’impasto di carne. In una pentola mettere a scaldare l’olio, poi aggiungere la carota, il sedano e la cipolla a pezzi grandi. Aggiungete la carne, salate, pepate e rosolate. Quando la carne è ben rosolata, togliere dal fuoco e mettere il tutto nel tritacarne (o nel mixer molto potente, ma facendo grande attenzione a non spappolare l’impasto), aggiungendo il prosciutto crudo e la mortadella. Una volta tritato il tutto, tritarlo di nuovo in modo da ottenere un impasto fine ma non troppo molle. Legare la carne con uova, una o due a seconda del grado di umidità dell’impasto e insaporire con una bella grattata di noce moscata e una grattugiata di scorza di limone. La quantità di limone e noce moscata dipende dai gusti: io vi consiglio di non esagerare, perché sono aromi molto forti, che rischiano di coprire gli altri e di “spuntare” su tutto il resto.

Una volta preparato l’impasto, ritornate a lavorare la sfoglia. Tagliate la palla a pezzetti e stendeteli sottili con la macchina per stendere la pasta. Lasciate le sfoglie su un piano infarinato. Con un bicchierino molto piccolo ritagliate dei dischetti. Fate delle piccole palline e mettetele al centro dei dischetti, piegateli a mezzaluna e chiudete bene; dopodichè con l’aiuto dell’indice (e di tanta, infinita, pazienza!!) chiudete i lembi della mezzaluna e rigirateli su loro stessi.

Fatto.

Non vi nego che è una faticaccia. E probabilmente i primi vi riusciranno piccoli e perfetti, mentre man mano che andrete avanti diventeranno sempre più simili a caramelle🙂 …ma come dice la mia mamma “sono così buoni che una volta in bocca nessuno ci farà più caso”…ed è proprio così! Preparateli con le amiche, facendo un sacco di chiacchiere e godetevi una vera cena a base di coccole, per il palato e per il cuore.

Ecco il risultato


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